Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta morte. Mostra tutti i post

sabato 28 marzo 2009

Farfalle gialle



Diceva che chi vede una farfalla gialla non muore nell'anno in cui l'ha vista.

Quest'anno una "farfala giauna" era riuscito a vederla, e non è stato facile, visto che ultimamente alzarsi dal letto era una pena, ma comunque non ha funzionato: Ivo ci ha lasciati.

Pare che sviluppiamo delle parti di cervello specifiche per le relazioni con le persone a noi più vicine. Quelle che ho sviluppato per Ivo adesso sono lì, che si esercitano coi ricordi, ma sanno già che tra un po' moriranno anche loro. Quello che resta è la sensazione di aver avuto la fortuna di conoscere una persona eccezionale.

Se mai la parola saggio può essere attribuita a qualcuno, questo era Ivo. Una saggezza fatta di piccole cose: di senso della misura, della capacità di vedere i problemi degli altri ma intervenire solo quando era opportuno, di senso dell'umorismo, di amore per la compagnia, per la terra, per il cibo e il vino, per i figli e i nipoti e per le piccole soddisfazioni che rendono la vita degna di essere vissuta.

Si è ammalato un anno e mezzo fa, i dottori gli avevano dato sei mesi e direi che li ha fregati abbastanza. In questo periodo sembrava che la sua unica preoccupazione fosse di non essere di peso, di non spaventare i famigliari. Era lui a confortare noi, e non viceversa.

Ieri è partito per il suo ultimo viaggio. Sono venuti a prenderlo "cul Mercedes" come diceva lui, da oggi riposerà vicino a Rita.
Ciao Ivo, dalle un bacione anche da parte nostra.

sabato 15 marzo 2008

Ieri é morto Silvano

Un omone grande e grosso, pieno di energia e voglia di vivere. Se n'é andato in fretta, arrabbiato, mi dicono, perché avrebbe voluto restare ancora.
Ma non possiamo scegliere.
Mi chiamava "Enso", ai veneti non piacciono le "z".
Ricordo le discussioni di politica, non ho mai capito se votasse per Berlusconi o per la lega. Mi spiaceva criticasse la sinistra, ma tante volte erano critiche centrate.

E una volta di piú mi chiedo cosa ci facciamo qui. A volte mi rispondo che qualcuno ci ha messo in un gioco il cui scopo é proprio quello di capirne le regole.
Atre volte penso a questo complesso organismo che é la specie umana, che distilla continuamente i propri geni per diventare sempre migliore. Ma "migliore" presuppone una direzione: e qual é ?

E cosa succede dopo la morte ?
Tra le suggestioni delle religioni quella che mi ispira di piú é quella buddista: magari ripercorriamo qualche vita diversa, accumulando saggezza ad ogni giro finché ci dissolviamo nel tutto di cui siamo sempre stati parte, come le onde sono in definitiva solo un modo diverso di chiamare il mare.


Comunque stiano le cose passatela bene caro Silvano.
Un abbraccio
Enso